lunedì 12 maggio 2014

Youtube, "juke box" a tradimento?

Il mio amico Alessandro non sopporta quelli che setacciano Youtube in cerca di video di cuccioli o di neonati che dovrebbero far ridere. O commuovere; a scelta. Che poi spesso è la stessa cosa. Dice che si entra in un “loop” perverso e che la gente li guarda per ore, senza nemmeno accorgersene. Parole chiave? Puppy, baby, oppure tutti quei nomi e nomignoli inseriti nel dizionario delle razze canine, feline, volatili, cricetidi… tutte.
E io mi arrendo,  non posso che dargli ragione. Il tunnel del sorriso ebete di fronte a bambini che ridono, si spaventano mentre ridono, si soffiano il naso, si spaventano mentre si soffiano il naso, piangono e si spaventano perché piangono è più lungo del Traforo del Monte Bianco. Ho visto gente “finire” tutti i video su Youtube cercando piccole teste pelate sorridenti o micro animali che fanno yoga. Che poi ditemi se un cane può scegliere di fare yoga.
La cosa peggiore, però, è che a me, il “loop”, mi prende al contrario. Questa gente ha il “loop” contentezza; a me prende il loop “tristezza”.
Vado su Youtube e mi cerco i video che mi fanno commuovere: ma non occhi rossi eh; lacrime più copiose dalla statua della Madonna di Civitavecchia.
Spezzoni di vecchi telefilm, (vorrete mica dire che Brenda che ascolta “Loosing my religion” in camera sua quando Dylan la lascia non vi fa scendere i goccioloni o Meredith che implora il Dottor Stranamore di scegliere lei e non l’algida moglie non vi strizza il cuore come una spugna dentro la doccia), spezzoni di concerti a cui sono stata (primo su tutti “Amiche per l’Abruzzo” ma come dimenticare Cesarone Cremonini che canta “Niente di più” al pianoforte al Forum di Assago o il Blasco e la sua “Angeli” a San Siro) e poi video di canzoni. Quelle canzoni che non vorresti ascoltare mai più nella tua vita, che se le senti in radio mentre stai guidando non solo ti viene da cambiare stazione ma addirittura da scendere dalla macchina e venderla perché ti ha tradita; quelle canzoni che non hanno una voce di un cantante ma il volto di una persona, il clima di un momento storico, l’ansia di un’atmosfera. Bella, brutta, non lo sai nemmeno tu. Una canzone, tanto per intenderci, tipo questa: 
 (https://www.youtube.com/watch?v=BhUHMgvUzWE). Canzoni di cui hai buttato i cd non nella tua cantina ma in quella del vicino per non avere nemmeno la tentazione, brani che pensavi di avere cancellato nonostante la memoria da elefante che ti ritrovi e che ti sei ben guardata dal raccontare a qualcuno, cosa vogliano dire. Perché prima era troppo bello per raccontarlo; poi è diventato troppo brutto.
Beh, tutta questa roba, ci sono quei momenti in cui vai a cercarla sul dannato Youtube. E c’è. Non devi scartabellare, aprire scatole, maledirti perché eri stata troppo drastica e adesso quella canzone degli Otto Ohm (https://www.youtube.com/watch?v=0emuSwR9wp0), caspita devi assolutamente risentirla. Basta un click. E te la trovi davanti. Tutta intera. E le immagini, quelle vere, non le vedi nemmeno. Ti bastano le tue.
Per fortuna poi, basta spegnere tutto. E il loop se ne va. Nella vita vera, grazie a Dio, non basta così poco per tornare indietro.

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