lunedì 11 novembre 2013

Quel fantasma tarocco del Natale futuro

 Sarò fuori moda, che devo dirvi. Se essere alla moda significa mostrare finto cinismo sul Natale, sì, sono assolutamente fuori moda. 
Per carità, io lo capisco che non a tutti possa piacere l’occasione ma sinceramente credo poco a tutti quei commenti, nati come funghi dopo un temporale, pseudo acidi (per lo più femminili) sulla “disgrazia” dell’arrivo delle Feste. Ok, ci sarà qualcuno che ne ha motivo e io questo non lo discuto ma per tutte le altre è pantomima pura.
Insomma, credo che a oggi, appaia “figo” dire “Oddio, arriva Natale”.
A)   Natale e il suo vecchio barbuto  con il pancione arrivano ogni anno da quando siamo al mondo
B)   Con loro le varie lucine che sembrano essere il nuovo problema dell’umanità
Io capisco che siamo a novembre e sembra presto, ma quando mai le luminarie sono state posizionate il 20 dicembre? Mai. Appaiono le prime stelline quando fa buio? Pace, direi, tutti che in questa città si lamentano della scarsa illuminazione … ora  saranno più tranquilli. Illuminazione pure creativa, guarda un po’.
Decorazioni and company vi fanno orrore? Evitate di entrare nel Paese del Natale del Fasoli per poi gridare al complotto: andate al Brico tutte le domeniche e dormirete sonni sereni.
Ora io dico: che fastidio può dare qualche ornamento o fiocco di neve luccicante quando cala la sera? Ad un animo ben disposto farà pensare a panettoni, tombolate, fiocchi e pacchetti, cene in famiglie, per Scrooge potranno confondersi con le insegne dei negozi aperti. Quelle che ancora resistono, purtroppo, per altro.
Certo, io sarò di parte: il Natale lo adoro anche se ci sono stati Natali bellissimi e altri tristi e sicuramente ce ne saranno di ancora più brutti ma non è mai stata colpa  del Natale. Perché quello arriva e se ne va in 24 ore, ci fa preparare per settimane per poi svanire in un attimo. E con lui tutti i desideri e i buoni propositi che si appendono all’albero. Ecco, forse la questione sta tutta qui: non sovraccarichiamolo troppo quel povero abete. Perché poi se cade, è facile puntare il dito sulla stazza di Babbo Natale. Ma anche quella è sempre stata così.
p.s.  A riprova di tutto ciò, lo scorso anno avevo deciso di non ritirare il mio alberello dopo le Feste ma di cambiargli “vesti” ogni mese. San Valentino, Pasqua, Compleanno, Estate in Spiaggia… mantenerlo bello vispo per 365 giorni l’anno e metterlo in ghingheri solo a dicembre. Nessuno mi ha appoggiato l’idea e mi son lasciata convincere. Ma quest’anno, mi sa che ci provo.



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