Non nel senso che fa delle brutte
feste di fidanzamento (cosa peraltro spesso vera… grazie a Iddio le fanno in
pochissimi) ma proprio sceglie MALE.
Si prendono quelli sbagliati e si
lasciano quelli sbagliati.
Ho visto un sacco di belle coppie
separarsi per motivi che, per carità, saranno stati giusti dall’interno ma che
sono coppie a cui ogni volta il mondo fuori pensa con nostalgia.
E, soprattutto, vedo ogni giorno
coppie SBAGLIATE. Ok, direte voi, Sbagliate PER TE. Certo, PER ME. Ma dato che
a scrivere sono io, è quello che conta.
Ci sono diverse tipologie di
coppie sbagliate.
Le sbagliate VISIVAMENTE ossia
appaiate male; quelle coppie che non sono gradevoli da vedere non perché per
forza uno o l’altro siano bruttarelli ma perché c’è qualcosa che stona. Come in
un quadro a cui manca la giusta prospettiva. A volte nemmeno si capisce il
motivo vero, ma è drammaticamente così. E non c’è rimedio.
Ci sono le sbagliate IN PARTENZA
che nascono solo perché i due non ce la fanno più a star da soli e allora
scelgono coscientemente o meno di svegliarsi tutte le mattine e vedere quel
grugno nell’altra metà del letto, pur di avere un tizio o una tizia da portarsi
al prossimo matrimonio in calendario. E non doverci andare da soli.
Ci sono le sbagliate IN FINALE
che sono più alle cozze di uno spaghetto allo scoglio ma non si arrendono,
perchè l’età avanza “e allora come faccio a trovarmi un altro/a? Ormai…”
(Ormai??? A 30 anni???) e poi “ma tu ci pensi a tornare ad uscire tutti i week
end quando sto così bene a guardare la tv sul divano con il plaid”. ‘Na festa
di coppia, insomma.
Ci sono le sbagliate NEL PROFONDO
che uniscono gente talmente diversa da non avere nemmeno le stesse idee sulla
carta igienica da comprare. Ok che gli opposti si attraggono ma sentire due
cristiani litigare vicino agli scaffali del supermercato perché la Lei di turno
non sopporta la carta igienica salvaspazio che invece lui desidera
ardentemente, non mi rasserena, insomma.
Ma le peggio sono le SBAGLIATE
inconsapevoli: quando il Lui o la Lei di turno ancora non sanno che potrebbero
avere di meglio rispetto a quell’arpia o a quel troglodita che hanno di fianco.
Ci sono donne che, quando vengono
lasciate, strepitano, piangono, si disperano per mesi (talvolta anni) e poi rinascono come i cervi a
primavera di Cocciante così, in un momento. Senza un perché: e sono più belle,
più brillanti, più elettriche di quando al loro fianco c’era un esaurito dalle
mani piccole. Sempre pronto ad
alzare la voce.
E ci sono uomini che scelgono di
stare al fianco di una bacchettona alta come un soldo di cacio, con gli occhi a
triglia e dal muso costantemente ingrugnato che li comanda a bacchetta. Perché?
Solo perché ci stanno da qualche anno. Anche se ogni momento (anche quelli di
gioia condivisa) può, potenzialmente, scatenare una rissa e anche se ogni volta
che la suddetta Lei si palesa, il malcapitato (spesso molto più carino della
sua dolce metà) si tramuta in una statua di sale.
Non lo obbliga nessuno? Vero.
Infatti chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma perché non provare a
smettere di piangere, asciugarsi gli occhi e guardare, lucidamente, un pelino
più lontano?






