domenica 18 maggio 2014

Shopping - Istruzioni per l'uso

Lo shopping è bello.
E’ una verità non scritta, il sesto postulato che Euclide si è dimenticato di citare solo perché Euclide era un uomo, l’undicesimo comandamento tagliato fuori dalle  tavole di Mosè, sempre perché lui era un uomo.
Lo shopping è bello, si diceva, ma metti che, in una soleggiata domenica di maggio con una promozione impedibile del 30% in molti negozi dell’outlet più vicino, nell’orario più consono ad affrontare il nemico ossia nell’ora di pranzo, tu decida di lanciarti all’arrembaggio, cercando quell’abitino che ti piaceva così tanto ma che a prezzo pieno (“pieno” da outlet – e perciò già si comprende la necessità di affrontare lo pseudo saldo per ravvivare il guardaroba) non era ancora  a portata di portafoglio, puoi tornare a casa con una convinzione diversa. Lo shopping è bello… Ma. Già, c’è un “ma”.
Il peggio sono le coppie: lei che (sempre davanti alla malcapitata commessa) rimbrotta lui: “Uff che noioso, sempre pantaloni lunghi neri, grigi e blu, sembri un vecchio”. Ora dico io: non è che il tuo fidanzato ha cinque anni e quindi gli puoi infilar su pantaloncini a righe neanche fosse un marinaretto, tramutarlo in una zebra a pois o imporre a lui tutti sti cacchio di colori pastello che già noi donne siam costrette a subire.
Oppure, quando la coppia è un po’ più matura il massimo è sentire lei: “Ah, certo che una volta la camicia bianca dentro ai calzoni ti faceva un altro effetto”. Ma vah? Invece sicuro a lei, signora, l’abitino anni Cinquanta che portava a trent’anni le sta ancora uguale.
Stessa cosa al contrario: complimenti a profusione verso la Lei nel camerino.
Lui:“Ma non ce l’hai già un vestito rosso?”
Lei: “Sì, amore ma ha cinque anni, è lungo e invece questo è corto e poi il modello sembra arrivare direttamente dal “Drive In”
Lui: “Per me il rosso è rosso”.
Quanta soddisfazione.
Lei:“Ti piace”?
Lui: “Mah insomma..”
Lei: “Ma come, è simile a quello che aveva su Gianna l’altra sera e hai detto che ti piaceva”.
Lui: “Sì ma a te fa il culone”.
IMPICCATI.
E poi il must: Lui e Lei entrambi nel camerino (e giuro che questa non l’avevo mai vista) prima.
A Lui non va bene la taglia che sta provando e la sua amata si offre di andare a cercarla. Le indicazioni di lui? “Su quello scaffale là, vicino alla porta”. (Preciso, eh).
Lei parte alla ricerca come un rabdomante, passano due minuti scarsi e lui che urla dal camerino: “Oh, ti muovi… no... acqua, acqua, acqua… fuochino. Eh, era ora”.
No, ma scusami se abbigliata come la Zingara del programma di Pippo Baudo, un po’ coi suoi vestiti un po’ con quelli che sta provando, sta povera crista si lancia a cercarti nel mare dei mille modelli Bluette i tuoi stupidi pantaloni, come Nemo alla ricerca della sua mamma nell’oceano, ti metti pure a fare il vigile?
Non male nemmeno le situazioni madre – figlio (o figlia) adolescente:  
Figlia quindicenne: “Guarda come è elegante sta giacca con questa gonna, mamma; sono troppo stilosa” con occhi che brillano.
Mamma: “A me sembri un sacco di patate”. Eccoqua, vai di autostima.
Mamma: “Devi comprare le scarpe eleganti per il matrimonio di tuo cugino”.
Figlio (che ai piedi porta modernissime sneakers: “Non le voglio eleganti mamma, poi non le metto più. Adesso si usa mettere l’abito con le scarpe da ginnastica”.
Mamma: “Si usa? Chi lo usa? Gli scemi come te”. C’è stima, insomma.
Non parliamo di chi è  munito di carrozzina/passeggino o di cane: i poveri cuccioli (umani e non) con lingua per terra dalla stanchezza e dalla sete come avessero fatto il cammino di Santiago mostrano palesi segni d’insofferenza e guardano chiunque con occhi disperati.  E i padroni? A un tono di voce più alto di Adriano Pappalardo: “Perché fai così? Dillo a mamma (o papà) perché fai così?”.
Secondo te, PERCHE’?
Gli unici davvero rilassati? Le coppie, sì, ma di amici o di amiche. Piedi piatti, decine di sacchetti ma grandi sorrisi. Se va bene ci scappa pure il pranzo a Spizzico; che fa tanto gita.
E quelli che affrontano lo shopping da soli. E che possono permettersi di provare mezzo negozio, chiacchierare con le commesse (deridendo le situazioni sopracitate) e fermarsi di fronte allo specchio minuti e minuti, prima di convincersi dell’acquisto. E poi, magari nemmeno comprare.
Senza nessuno che gli metta fretta perché scade il parcheggio. Quando il parcheggio non si paga.
Lo shopping? E’ bello, anzi bellissimo. Ma con la compagnia giusta. Come ogni cosa.
BB
p.s. L’abitino? Ora è nel mio armadio. Indovinate con chi ho fatto shopping.  

Nessun commento:

Posta un commento