"Ci sarà un motivo per cui la pazienza è SANTA e l'ignoranza è solo BEATA".
L'altro giorno ho letto questa frase che ho trovato geniale. E che mi ha fatto poi riflettere sul concetto di "pazienza". Mettiamo subito in chiaro una cosa: io di pazienza non ne ho; non so dove fossi mentre la distribuivano ai neonati, probabilmente già in bagno davanti allo specchio a lamentarmi dei miei capelli, comunque non me ne hanno concessa nememno un briciolo. Ammiro enormemente chi riesce a passare le mezzore a spiegare ad altri un concetto: io ci provo, qualche minuto. Non capisci? Pace, si vede che l'universo non vuole che tu riesca a farlo. E ammiro chi non perde le staffe per nulla perché a me, basta un intoppo con l'ennesimo gestore telefonico di cui mi sento schiava per dover fare due chilometri a piedi nel tentativo di smaltire la rabbia, cercando di non farmi esplodere le coronarie.
Non è che sia sempre così eh, perché altrimenti si sarebbe sull'orlo neanche tanto orlo dell'esaurimento ma ci sono quei punti che è meglio non stimolare per evitare l'ira funesta dell' io
Pelide Achille.Il primo: evitare di farmi passare per idiota.
C'è qualcosa che non va? Dimmelo. Non cercare di girarci intorno, non mentire, non fare il furbo perché al 99% me ne accorgerò e al 100%, poi, non sarà un bel vedere. "Il diavolo veste Prada"? Ecco, in quei momenti può vestire anche Zara ma non ce n'è per nessuno. Non che sia un vanto, eh, intendiamoci, tramutarsi in "Ursula", il polipo cattivo della Sirenetta anche se solo per pochi istanti non è una meraviglia ma è senza dubbio la realtà. E anche se l'essere così "fumini" talvolta porta a qualche problemuccio, a qualche discussione e sicuramente a qualche ora di sonno persa che ci si può fare...la frase "abbi pazienza" che per molti è un intercalare, per me è un mantra.
Che ancora funziona pochino.
Il mio quasi cognato dice che in quei momenti il povero interlocutore ha rischiato di rimanere pietrificato: mi tramuto in una sorta di Medusa. Ma senza il Trio per cui non c'è nulla da ridere.
L'eccezione? I bimbi. Con loro è tutta un'altra storia.
Quelli che sono ancora senza sovrastrutture e per cui se ti fracassano le orecchie con le loro domande è per curiosità e non per petulanza, che se ridono fragororosamente è solo perché si stanno divertendo un mondo e non perché devono fare vedere a te quanto sono "in vita" e che se non stanno zitti e ti parlano sopra è solo per la voglia di comunicare e non per farti vedere che loro sono più forti. O perché sono estremamente maleducati.
Con loro non si può parlare nemmeno di pazienza, è proprio solo gioia.